quinta-feira, 19 de agosto de 2010

Il fascino della Corsica del nord

La costa di Calvi

L'artigianato CorsoCorsica: ricette e indirizzi utiliKalliste, la più bella: così gli antichi Greci chiamavano la Corsica, terra di scogliere, baie isolate, spiagge mozzafiato e borghi arroccati. Attraversando la regione della Balagne, nota come Jardin de la Corse, da Calvi a L’Ile Rousse, e il Desert des Agriates fino alla modaiola città di St. Florent, non si può che dare loro ragione. E’ un viaggio lungo la costa nord-occidentale della Corsica, dove a ogni curva si apre uno spettacolo della natura e del mare, incontaminato, bello, accogliente. E di villaggi, porti, stazioni balneari e spiagge deliziose.

La Balagne è davvero un giardino, che profuma di mandorlo, pino, castagno, timo, lavanda e del salmastro del mare che si infrange contro le scogliere. Punto di partenza dell’itinerario è Calvi, che domina il mare da un promontorio roccioso alto 80 metri, inattaccabile dalla furia del vento che da queste parti è implacabile. Ricca di storia e di tradizioni che racchiude nella Cittadella, la città corsa, a lungo assediata, assicurò alla Repubblica di Genova una duratura fedeltà. Per fronteggiarla nel Settecento il patriota e generale corso Pasquale Paoli fondò a 24 chilometri oltre il golfo una nuova città, L’Ile Rousse. Oggi le due rivali sono i gioielli della regione, luoghi perfetti dove sostare per visitare la zona e le costa, disseminata di spiagge, una più bella dell’altra.

E’ una città vivace Calvi, che d’estate si riempie di concerti, di spettacoli e di mostre e da dove si possono fare escursioni lungo il litorale in treno o all’interno possibilmente a cavallo o con la jeep. Andare in spiaggia in treno è un modo divertente di esplorare la costa: da Calvi, infatti, solo d’estate parte il trinighellu, un trenino della Tramways de la Balagne, linea ferroviaria inaugurata nel 1890, che raggiunge L’Ile Rousse fermandosi in tutte le spiagge della costa, e poi s’inerpica sulle montagne interne.

Sulle alture di Calvi c’è una cappella – Notre Dame de la Serra – che merita una visita, anche solo per godersi il paesaggio bellissimo dell’intera baia a mezzaluna, orlata di palme.

In direzione orientale verso L’Ile Rousse si incrociano borghi antichi come Algajola, un centro fondato dai Fenici con una spiaggia di sabbia fine, le deliziose punta Spanu e punta di Vallitone, dove il mare scuote le scogliere, e punta della Revellata, dove sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti al periodo Neolitico.

L’Ile Rousse, in lingua corsa Isula Rossa, prende il nome dal granito rossastro che la circonda. Di fronte si estende una sottile striscia di terra che si prolunga sul mare: è L’Ile de la Pietra, diventata penisola da quando un piccolo ponte la unisce alla costa. Qui una torre d’avvistamento genovese e un faro sorvegliano il viavai dei passeggeri dello scalo marittimo e del litorale, punteggiato da numerose torri difensive e doganali, oggi per lo più ruderi, ma che caratterizzano la costa e la rendono davvero affascinante. A L’Ile Rousse si passeggia lungo la promenade Marinella, che corre lungo la costa tra i binari del treno e la sabbia fino al museo Oceanografico.

Da qui alla mondana St-Florent, in fondo al golfo omonimo, il paesaggio attraversa la regione delle Agriates, una delle meno popolate della Corsica e tra le più selvagge: trentacinque chilometri di scogliere rosse, rosa e grigie affacciate sul mare, di lunghe spiagge bianche, di paludi e di dune di sabbia rosa circondate dai pini d’Aleppo. All’interno sedicimila ettari di rocce granitiche e di maquis, la macchia bassa mediterranea di lavanda, corbezzoli, ginestre e rosmarino. E’ il Desert des Agriates, abitato quasi interamente da rettili, pipistrelli e volpi, solcato da fiumiciattoli e dal corso dell’Ostriconi, che scende al mare creando qua e là paludi e stagni, paradiso degli uccelli migratori. La spiaggia alla foce del fiume è il punto di partenza per fare escursioni lungo la costa des Agriates: la baia di Acciolu, punta di Mafalcu, la spiaggia di Saleccia e del Loto sono i punti più suggestivi, con la sabbia candida e gli scogli lambiti da un’acqua caraibica. Torre della Mortella è una classica meta di escursioni in barca, ma anche raggiungibile via terra, un edificio storico che domina il promontorio roccioso da oltre 450 anni.

A St-Florent le architetture delle abitazioni richiamano la presenza dei Genovesi con i contrasti di pietra di calcare bianca e verde sulle facciate di chiese e palazzi. Ha una grande atmosfera il vecchio quartiere marinaro, così come la fortezza genovese, ora sede della gendarmeria, fondata poco prima della metà del ‘400. Il monumento più interessante però la bella chiesa di Santa Maria Assunta, meglio conosciuta come l’antica cattedrale del Nebbio, costruita in stile romanico pisano a tre navate, con una facciata semplice e armonica, caratterizzata da due livelli ad arcate cieche. E’ molto elegante la cittadina di St-Florent, modaiola e vivace, il luogo ideale dove godersi un tramonto nelle piazzette quadrate del centro, sorseggiando al bar un pastis, l’aperitivo locale a base di anice, e aspettare il fresco delle notti stellate.


Extraído da http://www.ansa.it/

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