sexta-feira, 10 de setembro de 2010

I 50 anni delle Frecce Tricolori

La Pattuglia acrobatica italiana ha la formazioni più numerosa, con 9 aerei più il solista

A Udine raduno di pattuglie provenienti da tutto il mondo
Ogni volta che le Frecce Tricolori finiscono la loro esibizione, i dieci piccoli caccia azzurri Mb-339 disegnano nel cielo, con i fumogeni, un’immensa bandiera bianca, rossa e verde che si estende per cinque chilometri, mentre dagli altoparlanti a terra la voce di Luciano Pavarotti intona «Vincerò» - cioè il finale di «Nessun dorma». Questo momento magico si dovrebbe ripetere (pioggia permettendo) domani e dopodomani all’aeroporto di Rivolto, provincia di Udine, in un’occasione speciale: la Pattuglia acrobatica nazionale festeggia il 50° compleanno, e all’evento parteciperanno altre squadriglie famose: le Red Arrows britanniche, la Patrouille de France, la Patrulla Aguila spagnola e la Patrouille Suisse, e poi ci saranno a far da corona le meno consuete rappresentative di Sud Africa, Giappone, Corea, Polonia, Croazia e Giordania. Oltre che per i 50 anni della «Pan» italiana l’appuntamento potrebbe risultare storico per le Red Arrows di Sua Maestà britannica, visto che i tagli feroci al bilancio della difesa di Londra, imposti dalla crisi economica, potrebbero portare alla fine di questa pattuglia acrobatica in tempi brevi (se ne discute sul serio), così quella di sabato e domenica rischia di essere l’ultima o una delle ultime loro esibizioni. Un motivo di curiosità in più per le 300 mila persone che sono attese a Rivolto nel weekend.

La faccenda dei 50 anni è da chiarire. Per le Frecce Tricolori non si tratta di un compleanno come la Festa della Liberazione o quella della Repubblica, cioè l’anniversario preciso di un evento con una data ben definita, semmai è qualcosa di più simile al Natale o alla Pasqua, da festeggiare con una collocazione un po’ arbitraria. La nascita ufficiale del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico all’aeroporto di Rivolto risale al 1° luglio 1961, quindi a settembre non fanno 50 anni. Ma l’Aeronautica militare ha anticipato le celebrazioni ufficiali di parecchi mesi perché, in effetti, alla gestazione del 313° si cominciò a lavorare nell’autunno precedente (sine die).

Un’altra cosa da sottolineare è che l’attività acrobatica delle Frecce Tricolori non è un orpello rispetto al lavoro quotidiano dei piloti da caccia, perché fare evoluzioni con gli aerei militari è parte essenziale del mestiere, fin dai tempi di Francesco Baracca. E infatti la Pattuglia di Rivolto, oltre che regalare spettacoli aerei ha specifiche capacità operative: forse la più attuale è quella di contrasto degli «slow mover», cioè i piccoli velivoli a bassa velocità, ma molto maneggevoli e sfuggenti, che potrebbero essere usati da terroristi per missioni suicide. Per inseguire e abbattere questo tipo di bersagli servirebbero dei caccia altrettanto piccoli e agili, che però avrebbero il difetto di essere lenti come le prede che cacciano, e allora arriverebbero tardi; mentre con i bireattori Mb-339 della Pattuglia acrobatica si ottiene il miglior compromesso fra la velocità e la maneggevolezza, certo in condizioni estreme che solo i migliori piloti possono sostenere.

La Pan ha fama di essere la miglior pattuglia acrobatica del pianeta e questa non è una di quelle solite bugie che ci raccontiamo così volentieri in Italia, del tipo che abbiamo il campionato di calcio più bello del mondo. Le Frecce Tricolori hanno delle peculiarità oggettive rispetto alla concorrenza. Sono il gruppo più numeroso, inoltre, quando danno spettacolo, restano in vista del pubblico per tutta la durata del programma, senza disimpegni.

Le evoluzioni si fanno con 10 aerei, o per essere più precisi nove aerei più uno, cioè il solista che interviene a intrecciare a sorpresa la sua rotta con quella del gruppo nei momenti topici. La figura più famosa e più attesa dal pubblico è la cosiddetta «Bomba»: le Frecce si spingono in nove ad alta quota e poi si tuffano giù in picchiata per aprirsi come petali sul pubblico, lasciando dietro nove scie bianche, con il solista che dal basso si arrampica verso il centro della corolla.

E l’aereo? L’Aermacchi Mb-339 è un monomotore a reazione da addestramento e un vanto dell’industria italiana, esportato in molti Paesi; la neonata pattuglia acrobatica degli Emirati arabi uniti ha deciso a sua volta di adottarlo. Non sarebbe giusto dire che va sempre tutto bene. L’attività della Pattuglia acrobatica nazionale presenta un elemento di rischio e negli anni ha reclamato anche un tributo di sangue. L’incidente più famoso e più tragico è quello di cui la Pan fu protagonista il 28 agosto 1988 a Ramstein, in Germania: a causa di uno scontro in volo morirono tre piloti ma anche 67 spettatori, perché uno degli aerei piombò in fiamme sulla folla. Da allora le esibizioni avvengono in modo più sicuro, evitando alcune cose e con gli spettatori tenuti più a distanza. Due dei tre piloti morti avrebbero dovuto testimoniare pochi giorni dopo sulla tragedia di Ustica, ma in questo caso la teoria del complotto non decollò.

Luigi Grassia
http://www.lastampa.it/

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