quinta-feira, 2 de setembro de 2010

L'Italia si mobilita per salvare la vita a Sakineh

Roma - Dopo gli articoli dei giornali e gli appelli su internet prosegue la mobilitazione, in tutto il mondo, per salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione per un supposto adulterio. Le forze politiche di maggioranza e opposizione si uniscono nella battaglia con appelli e iniziative in varie parti del Paese. Alcune gigantografie della donna sono state esposte sui palazzi dei ministeri. Un minuto di silenzio alla Festa del Pd a Torino. Fiaccolata al parlamento dell'Unione europea. Nel pomeriggio è in programma una manifestazione "senza bandiere di partito" organizzata davanti all’ambasciata iraniana a Roma, in via Nomentana 363, per chiedere che la vita di Sakineh sia salvata. "Chiediamo a tutte le forze politiche e democratiche, alle associazioni e ai movimenti di partecipare al presidio di giovedì prossimo presso l’ambasciata iraniana a Roma per salvare Sakineh dalla lapidazione", è questo l’appello lanciato dal presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli, che aggiunge: "Anche l’Italia, come hanno già fatto diversi Paesi europei fra cui la Francia, deve far sentire forte la sua voce contro la violazione sistematica dei diritti umani perchè quello che accade in Iran è una vergogna internazionale".

Gigantografia a Palazzo Chigi Una enorme foto di Sakineh campeggia sulla facciata di Palazzo Chigi: è l’iniziativa presa dal governo, come hanno annunciato i ministri delle Pari opportunità e degli Esteri, Mara Carfagna e Franco Frattini. "Un’azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione. Far sapere all’intera comunità internazionale che l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh Mohammadi Ashtiani", hanno dichiarato i due ministri, sottolineando che "di fronte a questo drammatico caso le iniziative diplomatiche, che l’Italia ha attuato, devono poter contare anche sul più ampio sostegno dell’opinione pubblica".

Contro le pratiche disumane "Difendiamo insieme - proseguono - un principio che ha valore universale: non possiamo accettare che una donna, ovunque si trovi nel mondo, venga sottoposta alla pena di morte per lapidazione, una pratica orribile e disumana che condanniamo fermamente in quanto contraria ai diritti umani fondamentali" per questo da "oggi, e fino a quando Sakineh non sarà salva e libera, il suo volto ci guarderà dal palazzo del Governo italiano". Da oggi l’immagine di Sakineh sarà esposta anche in Campidoglio: il sindaco di Roma Gianni Alemanno, "sensibile alla mobilitazione internazionale e alla campagna lanciata dai ministri Frattini e Carfagna per Sakineh Mohammadi Ashtiani.

http://www.ilgiornale.it/

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